Cena Sociale e Natale

La Cena Sociale in atmosfera natalizia, con la neve che viene giù dal cielo abbondante, i regali, gli auguri, il Sindaco, le famiglie, i bambini, i neonati e i nascituri; ditemi se queste cose non bastano a fare della nostra festa annuale, il più bel momento di sintesi di un anno di vita sociale del Club Amici della Vespa di Leonforte. Avevo scritto il 15 settembre scorso che non avrei più scritto nella rubrica del nostro sito; la mia intenzione rimane sempre quella, ma ora, a Natale, ho sentito forte il desiderio di parlare perchè mi preme dire qualcosa sul natale. Questa volta la vespa non c'entra, non mi sfiora minimamente l'dea di fare un accostamento tra la vespa e il natale; non c'azzecca, direbbe qualcuno, ed è vero. Ma vi dico perchè ho preso questa decisione. Guardando le foto del viaggio in Umbria che abbiamo fatto qualche anno fa in vespa, ho rivisto i volti di alcuni amici della comitiva quando abbiamo visitato i luoghi di Assisi dove San Francesco ha lasciato le sue orme. Ora si, l'accostamento è possibile. San Francesco e il Natale. Anzi San Francesco e il Presepio, simbolo unico e vero del Natale. Quello che scriverò non è dedicato solo a quelli che si dicono “credenti”, ma a tutti gli uomini di buona volontà che vogliono saperne un po' di più su questa meravigliosa festa che ancora oggi, dopo due millenni, suscita sentimenti, sensazioni, pensieri unici e irripetibili in ciascuno di noi. Scrive Fra Igino Chiari in “Francesco simpatico” edito dalla TAU di Assisi, che San Francesco ha inventato il presepio; il presepio lo dobbiamo a San Francesco. La rappresentazione della natività dal vivo inizia dalla fede del Santo e si compie nella manifestazione scenica dell'avvenimento con interpreti vivi, non finti. Rievocare il Natale dal vero, non era venuto in mente a nessuno. Non poteva venire a mente che a San Francesco. Noi che amiamo il presepio; noi che nelle nostre chiese e nelle nostre case approntiamo il presepio, forse non conosciamo con esattezza come fu realizzato per la prima volta, a Greccio, nel Dicembre del 1223. Ottenuto il permesso dal Vescovo di portare il bue e l'asinello nella chiesa dei Frati, Francesco è raggiante di letizia, perchè Greccio è diventata come una nuova Betlemme; la gente accorre e si allieta; la selva risuona di voci; i frati cantano le lodi al Signore e la notte sembra un sussulto di gioia. San Francesco ha organizzato tutto in modo perfetto e così può rivivere con persone viventi il miracolo del Natale di cui, come noi, Francesco ne era ammaliato. Con queste poche note, nella speranza di non avere abusato della pazienza di coloro che mi leggeranno, ho voluto consegnare i miei auguri di Buon Natale, per una volta diversi dai soliti banali auguri che circolano per il nostro mondo. Auguri veri! Salvatore Algozino Leonforte 16 Dicembre 2007 inizio della Novena di Natale